
I Serial Killer, sulla scena pugliese
ormai da diversi anni, sono sempre stati una band atipica nel panorama barese e
dintorni.
Proprio per questo
probabilmente sono
riusciti a farsi apprezzare anche a livello nazionale.
Loro dicono di eseguire della 'no music':
nella fattispecie hanno fatto della contaminazione di generi la loro maggiore
attrattiva raggiungendo un
sound abbastanza
autoctono ed inconfondibile.
Jazz (o no-jazz), suggestioni ritmiche sudamericane, accenti esotici, un 'languido' immaginario notturno, un costante blues
trasversale, riferimenti a certa canzone d'autore italiana non ortodossa
(Vinicio Capossela in primis!): queste le componenti
principali di una band guidata da sempre dal cantante, chitarrista e
compositore Pio Schena.
Siamo Seri é il
loro nuovo lavoro appena uscito, nel quale ritroviamo esaltato tutto quanto
sopra detto: a cominciare dalla seducenti ballate It's Not The End, Street
Walker Revisited, Ultimo Cha Cha composte da Schena,
caratterizzate dalla sua voce indolente e nostalgica , che incrocia con
fascinosa noncuranza italiano ed inglese e che in alcuni risvolti ricorda
curiosamente il De Gregori nazionale.
Notte, abbandono, amori in bilico, passioni indolenti traspaiono dalle sobrie
liriche di questi brani.
E la notte come luogo ideale spazio-temporale é fonte ispiratrice di Marocco Night, Bari Nocturne,
Passi Nella Notte, Bari Nocturne Reprise,
Crack Argentino episodi nei quali hanno splendido modo di
mettersi in evidenza gli ottimi strumentisti che militano nei Serial Killer: A.Genchi ai saxes e computer instruments, G.Gari ai keyboards, D.Penta all'acoustic bass, A.Di Lorenzo alle percussioni e F.Orsini (programming e computer instruments).
Lapalissiani in Bari Nocturne e nella lunga B.N.Reprise che chiude brillantemente Siamo
Seri
i riferimenti alle atmosfere No Wave
newyorkesi fine anni '70 di gruppi come Lounge Lizards e DNA, e a
musicisti come il
sassofonista John Lurie ed il chitarrista Arto
Lindsay: ascoltate come A.Genchi articola e sviluppa
flessuosamente i riffs e come P.Schena gratta la chitarra
'disturbando' il climax.
davvero emblematici
in tal senso ed ottimizzano la visione strumentale dei S.Killer, alternando momenti
di jazz classico a preziose rarefazioni di sapore contemporaneo: fondamentale
il puntillismo pianistico di G.Gari e l'archetto
chiaroscurale di D.Penta.