SERIAL KILLER
"Live in porto"

alternat

 

01 Kriminal manbo
02 My gay
03 Pizza connection
04 L'ultimo cha cha
05 Giovedi letterario
06 Carlo actis dato solo
07 Nicola
08 Volevo solo giocare
09 Tante scosse

É con gioia e stupore che mi accingo a recensire il cd dei Serial Killer, banda barese attiva fin dal 1995.
Gioia nel vedere che anche qui, nelle province basse dell’Impero, si produce musica dal respiro internazionale e dal taglio decisamente jazz e noir; stupore nel dover ammettere che avrei dovuto conoscerli prima del 2003!?! Mea culpa….
Scherzi a parte, la banda di 10 elementi (!) capitanata da Pio Schena, chitarrista, cantante e principale compositore dei brani, conduce l’ascoltatore nei meandri di un jazz-rock di matrice "nera" con inserti teatrali e farseschi.

Nove brani registrati live (non si sa quando…) "in porto" (quello di Bari?), con esecuzione impeccabile, grande competenza tecnica sui rispettivi strumenti (semplicemente da urlo gli arrangiamenti dei fiati!), spirito goliardico e verve mascalzona, tra rapine fallite per colpa di qualche pupa, personaggi improbabili, dialoghi tra padri e figli, e quant’altro…

Questo è il pazzo mondo dei Serial killer che proverò, per un istante, a raccontarvi.

Così sfila una sarabanda fiatistica, squarciata dagli "strilli" di un sax alto, sui quali si innesta un indolente ritmo latino con chitarra twanging à la Marc Ribot e un cantato tra Buscaglione e Capossela (Kriminal mambo); una marcetta da funerale a New Orleans che si evolve in un arrangiamento memore del Mingus di Ah Um con testo surreale su solo di chitarra elettrica (My gay); una tarantella "tarantolata" con fiati epici di ascendenza zappiana che precipita in uno slow-jazz morboso sul quale si racconta che "si rese conto che pur vivendo con lei da molti anni non l’aveva mai accettata.

Appena tornato a casa da lavoro la fece a pezzi con un’accetta!" (Pizza connection); un languido ibrido texmex-lounge-cha cha con cantato à la Avion Travel (L’ultimo cha cha); una marcetta da far resuscitare Nino Rota con cantato ai limiti dell’avant-spettacolo ("figlio, non inseguire il sogno dell’arte…apriti una macelleria!") (Giovedì letterario); un a solo di scuola newyorchese eseguito al sax baritono dall’ospite Carlo Actis Dato; lo strano ibrido funk-rock con intermezzo delirante di voci e fiati, per raccontarci la storia di Nicola "sempre incazzato con tutti e con tutto" (Nicola); lo slow rock da locale fumoso all’una e trentacinque circa, con splendido solo di sax alto (Volevo solo giocare); fino all’art-rock conclusivo con fiati in stile poliziesco anni ’70 e immancabile presentazione dell’accolita.

Se dovessi dare delle coordinate per inquadrarli citerei (se non l’ho già fatto..): Frank Zappa, i Lounge Lizards, i Doctor Nerve e l’avanguardia newyorchese, Tom Waits, Fred Buscaglione, Vinicio Capossela, gli Ella Guru (molte affinità, ma anche divergenze….).

In definitiva, un’esperienza stimolante ed inconsueta che consiglio a chi nella musica (ascoltata o suonata che sia) vuole abbattere gli steccati.

Per saperne di più visitate il loro sitohttp://www.serialkillermusic.com